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Meloni sente Starmer su de-escalation in Medio Oriente. Oggi Londra presiede ministeriale su Iran e Hormuz

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Meloni sente Starmer su de-escalation in Medio Oriente. Oggi Londra presiede ministeriale su Iran e Hormuz

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, per uno scambio di valutazioni sulla situazione di sicurezza nello Stretto di Hormuz. Come riferisce una nota di Palazzo Chigi, i due leader hanno approfondito l’impatto della crisi sulla stabilità regionale e sui mercati energetici mondiali, con particolare attenzione alle ricadute per le economie nazionali. Nel corso del colloquio è stata rinnovata la comune preoccupazione per le minacce alla sicurezza dei partner dell’area, ribadendo l’importanza di una stretta cooperazione con i Paesi del Golfo. Nel sottolineare l’interesse della comunità internazionale alla piena tutela della libertà di navigazione, Meloni e Starmer hanno concordato di mantenere un costante coordinamento per iniziative volte alla de-escalation e a garanzia della sicurezza delle rotte commerciali nell’area.

Come precisa una nota di Downing Street, è stata ribadita la necessità “di una de-escalation” in tempi urgenti. E’ stata inoltre sottolineata l’importanza di una riapertura dello Stretto di Hormuz. Nella giornata di oggi il Regno Unito presiede una ministeriale Esteri in formato virtuale su Iran e Stretto di Hormuz, a cui partecipano circa 35 Paesi. Per l’Italia partecipa ai lavori in videocollegamento il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

La riunione fa seguito all’adozione della Dichiarazione promossa dal Regno Unito il 19 marzo e siglata da 35 Paesi tra cui l’Italia. Nella Dichiarazione si richiama la disponibilità a partecipare a sforzi coordinati per assicurare il passaggio sicuro delle navi, sostenere la libertà di navigazione e stabilizzare i mercati energetici. Oggi, tra gli invitati compaiono, oltre ai firmatari della Dichiarazione, anche Turchia, Filippine, Malesia, India, Polonia e Unione europea. Non è prevista oggi l’adozione di un documento congiunto.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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